giovedì 13 ottobre 2011

Hanno inventato il Mistake Marketing?


Stamattina controllavo i miei blog di riferimento, come spesso accade ho dato un'occhiata a quello di Luca De Biase che segnala che Steve Yegge di Google ha pubblicato per errore un post (eccolo qui) in cui si dimostra molto critico verso Google+ e verso la filosofia aziendale che sta dietro alla sua creazione. Leggendo il testo, trovo delle riflessioni molto articolate e sufficientemente condivisibili, critiche molto strutturate e costruttive. E mi si è accesa una lampadina. Per errore? Il pensiero è andato subito a un altro errore, ossia allo smarrimento del nuovo e misterioso iPhone 5 in un bar. La Apple, poi, è pure recidiva su questo tipo di dimenticanze, visto che avevano perso il prototipo del modello precedente l'anno prima. Riassumo: i Top Management di aziende con i due marchi più potenti del mondo fanno a gara a chi fa errori così lampanti che un semplice stagista, al loro posto, farebbe la fine di Fantozzi?


"L'America è un paese di giovanotti" diceva Ralph Waldo Emerson. Sì, aggiungo io, giovanotti geniali ma molto distratti, a quanto pare (e gli inglesi non sembrano meglio). E lo dice uno come me che in vita sua di cellulari ne ha persi tre (uno pure all'Ikea). Ma io con gli americani ci ho lavorato, sono maniacali nell'ideare, pianificare e verificare l'andamento dei progetti. Prendono il lavoro molto, spesso troppo, seriamente. Per questo, a me questa cosa mi puzza un po'. Certo, mi fa piacere vedere che superprofessionisti di Big G e Apple fanno i miei stessi errori ma questo effetto "guarda, sono come me" non può essere calcolato? Quello che mi fa pensare sono le differenze a livello di risultato, di effetti, di comunicazione. I loro errori, tutti sempre in buona fede, fanno parlare dell'azienda, fanno vedere che c'è dibattito interno (come nel caso di Google), fanno vedere che discutono di prodotti innovativi al bar e non nei loro enormi e chiusi uffici (come quelli di Apple). Un errore è, per definizione, disinteressato, in questo caso non è così, di fatto.

Di marketing mistakes ne abbiamo visti tanti, che sia arrivato invece il momento del Mistake Marketing (definizione mia, su Google non c'è)? Magari è solo una mia sensazione, arrivata in un giovedì mattina di riflessione mattutina, magari sto esagerando. Siamo umani, dopotutto. Siamo tutti uguali, con i nostri pregi e con i nostri difetti, i nostri limiti e le nostre virtù. Vogliamo tutti capire se l'iPhone 4S è davvero valido e tutti discutiamo sul fatto che Google+ funzioni bene o meno. No, un momento, non è vero, non lo facciamo tutti. Stavo cadendo nel tranello? Il Mistake Marketing quindi esiste davvero? Non lo so. Quello che so è che ogni uomo è il prodotto dei suoi errori (come scrisse Corrado Alvaro) ma li facciamo tutti in modo diverso. E disinteressato, grazie a Dio.

Io, però, ne sto parlando qui. Risultato raggiunto, cari colleghi americani.

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